Antonio Neyrot
(1423-1460)
traditore pentito
Nasce a Rivoli in Piemonte, nel 1423. Non si hanno notizie precise circa la sua vita fino a quando chiede di essere accolto nel convento dei Domenicani a Firenze. Ha come iniziatore alla vita domenicana sant’Antonino di Firenze. Troppi facili successi, forse di predicazione, vuole a ogni costo visitare la Sicilia e parte. Preso dai pirati mentre si imbarcava verso Roma fu condotto a Tunisi. Lì, tradisce i suoi voti, abbandona l’abito domenicano e rinnega la fede, prende moglie e si fa pubblicamente musulmano. Intanto a Firenze muore il vescovo Antonino, il suo maestro poco ascoltato, e la notizia lo raggiunge a Tunisi. I ricordi del passato si risvegliano, il rimorso lo agita. Di qui prende avvio per Antonio il cammino del ritorno, che è rapido e senza incertezze. Non solo egli ritrova dentro di sé la fede cristiana, ma la proclama pubblicamente davanti all’emiro e con addosso l’abito di domenicano. Questo comporta la condanna a morte, che viene eseguita a Tunisi mediante lapidazione il Giovedì santo, nell’anno 1460. Il suo culto è approvato dal Papa Clemente XIII nel 1767.
