E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo:
centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.

Dopo queste cose vidi:
ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare,
di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.
Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello,
avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani.
E gridavano a gran voce:
«La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».

E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi,
e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono
e adorarono Dio dicendo:
«Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza
al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».

Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse:
«Questi, sono quelli che vengono dalla grande tribolazione
e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide
nel sangue dell’Agnello»
.

Ap 7,9-14

Celebriamo la festa dei Santi e spontanee sorgono delle domande: chi sono? Perché una celebrazione liturgica dedicata a loro?
Troviamo la risposta fondamentale nell’Apocalisse che afferma: «sono coloro che hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello, rendendole candide» (Ap 7,14).
Gesù Cristo è l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Gv 1,29), riportando l’uomo alla condizione originaria di amicizia con il Padre! Le vesti lavate e rese candide sono simbolo di tale purificazione e rinnovamento interiore che rende capaci di vedere Dio (Mt 5, 8) perché divenuti simili a lui, come rivela la seconda lettura (1Gv 3,2-3).
In altro modo, le beatitudini proclamano lo stesso intervento di Dio nella storia e invitano alla gioia per la liberazione che sta avvenendo: i poveri, i sofferenti, i miti…, sono riscattati dal sangue del Figlio di Dio. Una liberazione posta nella prospettiva futura, ma che ha già un’attuazione nel presente, perché il rapporto con Gesù suscita un cambiamento di vita e la salvezza che egli realizza è efficace nell’oggi dell’uomo.
Chi sono, dunque, i santi? Sono coloro che hanno riconosciuto Gesù Cristo nella loro vita, lo hanno seguito e hanno accettato di stare con lui (Gv 1,37-39; Mc 3,14) al punto da essere trasformati a sua immagine (2Cor 3,18) ed assumerne i tratti caratteristici, presentati nelle beatitudini, per l’azione dello Spirito in loro. Sono i discepoli di tutti i tempi che, non a caso, alle origini della Chiesa erano designati con il nome di “santi” (2Cor 1,1; 8,4; Ef 1,1.15; Fil 4,21-22).
Allora, la celebrazione dei Santi è principalmente per noi, per ravvivare la grazia del battesimo, per vivificare l’energia spirituale e dare consistenza al nostro essere cristiani. Attraverso il ricordo e l’esempio di chi ha camminato nella fede prima di noi, possiamo orientarci con più decisione verso la meta «avendo lo sguardo fisso su Gesù autore e perfezionatore della fede» (Eb 12,2).