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La barca distava già̀ molte miglia da terra ed era agitata dalle onde:
il vento infatti era contrario.
Sul finire della notte egli (Gesù) andò verso di loro camminando sul mare.
Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero:
«È un fantasma!» e gridarono dalla paura.
Ma subito Gesù parlò loro dicendo:
«Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose:
«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque».
Ed egli disse: «Vieni!».
Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.
Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e,
cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!».
E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse:
«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Cf. Mt 14,22-33

«Donaci Signore, la tua presenza di pace»: l’invocazione del salmo responsoriale ci introduce nell’atmosfera della liturgia della XIX domenica del Tempo Ordinario.

Elia, in cammino verso l’Oreb mentre sfugge all’ira di Gezabele, percorre una strada che lo porterà alla scoperta di un Dio che si rivelerà “altro” da ciò che lui si attende: non il Dio della tempesta, del fuoco divorante, del tuono, ma il Dio che si offre all’incontro nella “voce di silenzio svuotato” (così recita la traduzione letterale dall’ebraico).
Per incontrare questo Dio, Elia dovrà accogliere l’invito ad “uscire” e a “stare in piedi” alla Sua Presenza. Dovrà uscire dalla presunzione di conoscerlo, per accogliere la rivelazione di un Dio che si fa presente in modo inaspettato nell’intimità, nel silenzio, nella pace.

E Pietro si avventura sul mare in tempesta, in forza di una fede che, di fatto, si rivela fragile, ancora troppo sicura di sé e, per questo, incapace di sostenerlo sui flutti.
«Vieni!» ordina Gesù a Pietro che sulla barca agitata dal vento vive con gli altri discepoli l’esperienza della paura e del dubbio.

«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

La mano tesa di Gesù risolleva Pietro e lo richiama a una fede più profonda, più umile e fiduciosa. E quando il Signore sale sulla barca si placano i flutti e ritorna la pace.

«Io sono, non abbiate paura!»

Matteo descrive questo episodio secondo lo schema delle apparizioni pasquali ed è invito alla Chiesa primitiva, che sta vivendo un momento di crisi e di poca fede, a riscoprire la presenza di Cristo in mezzo alla comunità.

Ma è l’invito rivolto alla Chiesa di oggi, a tutti noi: l’invito a non avere paura nonostante le fatiche, le tempeste che possono abbattersi, perché Lui è presente: bisogna riconoscerlo e fidarsi!
È l’invito che in questo nostro oggi quotidiano ci viene rivolto, perché la mano che salva Pietro è tesa a ciascuno di noi; è l’invito a percorrere con pazienza un itinerario di fiducia e di fede che ci chiede di uscire dai nostri schemi personali e comunitari per poter incontrare non il Dio delle nostre categorie, ma Dio nella Sua realtà, nella Sua verità, il Dio di Gesù Cristo!