Chiunque voglia annunciare
l’amore e la compassione di Dio
deve anche testimoniare
con la propria vita
che siamo fatti gli uni per gli altri.
Questo perché,
essere
un cuore solo ed un’anima sola
in Dio
è e resta la più importante
proclamazione della Parola
che le nostre comunità
possono realizzare. 

Capitolo generale di Bologna

OBBEDIENZA

Noi investiamo la nostra vita sull’amore come l’abbiamo conosciuto in Gesù Cristo. Crediamo al potere dell’amore e solo a quello.
Ciò significa che rifiutiamo tutti gli altri mezzi di potenza – potere e violenza – e che poniamo la nostra fiducia nel dono di sé fino a morirne.
Ciò significa ancora che la comunione è al centro della nostra vita e della vita di tutta la creazione: Dio, che è l’Essere stesso, è relazione e comunione. Gli esseri, quindi, esistono gli uni mediante gli altri, gli uni per gli altri: ciascuno è indispensabile al tutto e a ciascuno degli altri. Non v’è una beata solitudine: solitudine e morte sono un tutt’uno.

Infine, l’atteggiamento della fede è ripreso da quell’elemento della nostra vita religiosa che è l’obbedienza.
Più che un voto, essa è l’espressione della nostra fede nell’amore di Dio.
Per essere vissuta in verità, essa suppone che l’amore e la fiducia le siano intimamente congiunti.
Essa non è affatto obbedienza cieca a un potere arbitrario, ma si iscrive al seguito di Cristo e nella sua relazione filiale con il Padre.
La nostra obbedienza deve allora essere congiunta alla volontà del Padre, ricercata sia per il bene di ciascuno che per il compimento della creazione, ciascuno al proprio posto e secondo la propria vocazione.

Pierre Claverie op