alla
“Quercia
di
Mamre”

 

Un giorno, Abramo stava riposando
all’ombra della sua tenda,
presso le “querce di Mamre”,
nell’ora più calda.
Dio venne presso di lui.

Anche noi ti proponiamo una sosta
– forse pure tu sei nell’ora più calda della tua vita! –
una “quercia” sotto la quale sederci per incontrare Dio.

 

LA CONDIZIONE DI UN VERO RIPOSO

«Un grande pensatore francese, Blaise Pascal, offre una interessante riflessione: «Gli uomini credono di cercare sinceramente il riposo ed in realtà cercano soltanto agitazione» (Pensieri 139).
Infatti, non è cosa immediata mettersi nella condizione di un vero riposo, sia del corpo che della mente e del cuore. Giustamente il vuoto ci opprime e ci fa paura, mentre il silenzio, denso di riflessione e di ascolto, ci fa del bene.
Recita il Salmo 103:
Benedici il Signore, anima mia,
Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Tu stendi il cielo come una tenda…
La contemplazione del mondo, se libera e calma, risulta rasserenante e riposante e può »elevare l’anima alla preghiera (Gervasio Gestori)».

Il 17 luglio 2005 Papa Benedetto XVI, trovandosi in vacanza a Les Combes in Valle d’Aosta, spiegò che significato avessero per lui le ferie estive:
«Nel mondo in cui viviamo – spiegò – diventa quasi una necessità potersi ritemprare nel corpo e nello spirito, specialmente per chi abita in città, dove le condizioni di vita, spesso frenetiche, lasciano poco spazio al silenzio, alla riflessione e al distensivo contatto con la natura.
Le vacanze sono, inoltre, giorni nei quali ci si può dedicare più a lungo alla preghiera, alla lettura e alla meditazione sui significati profondi della vita, nel contesto sereno della propria famiglia e dei propri cari. Il tempo delle vacanze offre opportunità uniche di sosta davanti agli spettacoli suggestivi della natura, meraviglioso “libro” alla portata di tutti, grandi e piccini.
A contatto con la natura, la persona ritrova la sua giusta dimensione, si riscopre creatura, piccola ma al tempo stesso unica, “capace di Dio” perché interiormente aperta all’Infinito. Sospinta dalla domanda di senso che le urge nel cuore, essa percepisce nel mondo circostante l’impronta della bontà, della bellezza e della provvidenza divina e quasi naturalmente si apre alla lode e alla preghiera».