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DOMENICO,
ILLUMINATO DALLA PREGHIERA

Di san Domenico, potremmo dire, usando un’immagine, che era un uomo che viveva in ginocchio, cioè in costante relazione con Dio. Un uomo che stava alla presenza di Dio, con tutto il senso di stabilità, di definitività, di continuità che questo termine indica.
Questa è contemplazione!

In questa luce egli guardava la Storia, i fatti. E agiva.

Non vuol dire che non avesse delle intuizioni interiori, la comprensione profonda, spirituale, della volontà di Dio su di sé, ma questo avveniva attraverso l’incontro con la realtà, illuminato dalla sua preghiera.
Non vuol nemmeno dire che tutto fosse chiaro e tranquillo per lui, senza difficoltà di comprensione e di scelta.
La sua vita è stata travagliata e complessa, ma quello che si vuole sottolineare è la particolarità che ha caratterizzato la sua esistenza e cioè l’orientamento a Dio che nutriva e guidava il suo modo di guardare e ascoltare la realtà.

Le decisioni concrete della sua vita le aveva ricavate da questa intimità con Dio che gli aveva dato uno sguardo profondo e capace di verità.
Non c’è contraddizione tra l’aspetto pratico, razionale, di Domenico e la dimensione mistica, contemplativa, che ha vissuto.
Certamente, aveva un temperamento pratico e logico, ma investito della sua esperienza di Dio che era un’esperienza intensamente contemplativa.